RESIDENZA ARTISTICA in Polaroid

Divulgatrice per una settimana

Equidistanze 2021,Filetto (RA)

Succursale estiva – Via Roncalceci 203 Filetto (RA)

Sono rientrata da qualche settimana alla base dopo un’esperienza tutta nuova, avevo preso già parte a una residenza artistica qualche anno fa, ma non con la veste di divulgatrice.

Erroneamente si pensa che tale ruolo sia relegato alla semplice mansione di documentare ciò che accade  e che si resti nelle retrovie, impassibili allo svolgersi degli eventi ma ho appurato sulla mia pelle che non è così,  essere divulgatrice è molto altro.

In questa settimana ho vissuto insieme agli  artisti, ospiti delle residenza : Denis Medri, Margherita Paoletti e Muz e alla famiglia di Equidistanze, che ha dato vita in questi due anni alla residenza.

Ho vissuto con loro, respirato con loro aria positiva, energia e vibrazioni creative, condiviso non solo beni materiali come la Casa, ma anche momenti di convivialità che da subito sono stati del tutto naturali:  emozioni, racconti di esperienze passate,presenti e speranze per il futuro, attimi di smarrimento, paure di non riuscire a terminare il progetto e tante tante risate, che ancora oggi ho dolori (piacevoli) alle guance.
Li ho ascoltati entusiasta e rapita dalle loro parole durante i loro racconti di vita, il modo in cui hanno scelto il proprio cammino che li ha portati ad essere gli artisti e le persone che sono oggi e che ho avuto l’onore e il piacere di incontrare.
Come molti di voi sanno ( e hanno seguito) , la Residenza si è svolta a Filetto un paesino immerso e circondato dalla bellezza di campi di girasoli e grano in provincia di Ravenna, in un casolare che nella sua semplicità  ho sentito da subito la voglia e la possibilità di chiamare Casa.
Casa non è solo il luogo dove nasci, cresci e vivi con la tua famiglia, ma è anche un luogo dove ti senti a tuo agio fin da subito senza paura di poterti mostrare per la persona che sei, quella sensazione di essere simili,  affini anche ognuno con le proprie differenze.
Respirare e parlare di arte in questa settimana è stato terapeutico, mi ha dato nuove prospettive di miglioramento dopo un periodo che per me e per molti artisti è stato di buio assoluto, di sconforto e di smarrimento.
Ora sono consapevole di essere in cammino verso nuovi orizzonti ricchi di paesaggi, tramonti da immortalare e persone che non aspettano altro di essere incontrate.
Devo dire grazie allo staff di Equidistanze  di aver permesso tutto questo e agli artisti che ho avuto il piacere di seguire, senza di loro il mio ruolo sarebbe stato inutile.

Consiglio a tutti di provare un’esperienza simile, un’ idea che la famiglia di Equidistanze aveva nei propri pensieri già da tempo ma che si è concretizzata durante la pandemia.
Nel periodo in cui viviamo, dove tutto va alla velocità della luce e fermarsi a osservare le bellezze del mondo viene considerato una perdita di tempo, è stata l’occasione per pensare e incastrare tutti i pezzi del puzzle.

Quando è nato questo desiderio di dar vita a una residenza del genere?

Un’idea che la famiglia di Equidistanze aveva nei propri pensieri già da tempo ma che si è concretizzata durante la pandemia.
Nel periodo in cui viviamo, dove tutto va alla velocità della luce, e fermarsi a osservare le bellezze del mondo viene considerato una perdita di tempo, è stata l’occasione per pensare e incastrare tutti i pezzi del puzzle.

Come si prende parte alla Residenza?

Bisogna iscriversi al loro Bando.
Per partecipare non ci sono limiti di età e nessun tema, solo il grande desiderio di condividere e rappresentare il nostro presente. 
Quindi vi invito a seguirli attivamente tramite i loro canali e appena daranno il via alle selezioni, leggete bene, compilate ed incrociate le dita!

Spero che questo progetto continui la sua strada per molte, moltissime altre edizioni.

Io continuerò a sostenerli  a seguirli , e invito ogni artista a fare altrettanto .

Date importanti da tenere a mente :

Se invece non resistete dalla voglia di incontrarli e chiedere chiarimenti di persona,  non resta per voi che partecipare all’inaugurazione della mostra con tutte le opere degli artisti che sono state realizzate durante
le 5 settimane di residenza.

Vi Aspettano il 17/18/19 settembre 2021 presso il casolare di Via Roncalceci 203, Filetto.

Nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti!

Contatti:

Magazzeno Art Gallery
IG/FB : @magazzenoartgallery

              @equidistanze

              @bonobolabo

Sede principale: via Mazzini 35, 48121 Ravenna

Succursale estiva: via Roncalceci 203, 48125 Ravenna

Email: info@magazzeno.eu

Il Club delle Mamme

Festa della mamma 2021

Illustrazione dedicata a tutte le mamme per la loro festa !

Auguri a tutto voi mamme!

Alle mamme di ieri, che oggi chiamiamo semplicemente “Nonne”

Alle mamme di oggi e a quelle di domani,che ancora non sanno di diventarlo.

Auguri a chi,invece di una mamma ne ha ben 2,così doppia scorpacciata di coccole e abbracci.

A chi,una mamma non l’ha mai avuto, ma è stato fortunato ad avere un Super Papà che chiama Mammo e vale per due.

Auguri a tutte le mamme acquisite,della quale sei solo amica dei figli ma che ti vogliono  bene come fossi una di famiglia.

Auguri a quelle mamme che crescono figli di altre mamme amandoli come se gli avessero donato loro la vita.

Auguri alle Suocere,che sono anche loro mamme, in particolare a quelle che trattano e viziano la propria nuora come una figlia.

Auguri a tutte quelle donne che hanno scelto di essere madri non di essere umani ma di morbidi esserini dal naso umido,dalla lunga coda e ricoperti da tanti peli.

Auguri a chi una mamma non l’ha più e non può dirle quanto le vuole bene.

E Auguri a tutte le Madrine che fanno le veci delle mamme.

Auguri anche alla mia di Mamma, che ha messo al mondo una figlia bellissima come me e un figlio super figo, ma restiamo umili come ci ha insegnato.

Grazie Mà!

 Auguri alle mie mamme adottive che si preoccupano sempre per me e se ho mangiato, domanda fondamentale nel vocabolario di una madre.

Giornata Mondiale del Disegno

la erika di oggi incontra la erika di ieri

In questa giornata dedicata a una delle mie passioni più grandi, mi sono fatta trasportare dalla nostalgia e sono andata a rovistare nel baule dei ricordi alla ricerca dei miei primi disegni.
La mia famiglia è la custode ufficiale di ciò che loro reputano un grande tesoro. Ne ha conservati tantissimi, tutti impossibile perchè ne realizzavo a vagonate per tappezzare il frigo della cucina e non solo.
Così tra i tanti, ho deciso di sceglierne uno e di ridisegnarlo con lo stile della Erika di oggi.

La Erika di ieri, quando ha realizzato quel disegno aveva 10 anni.

Era il 2005, amava disegnare e riempiva interi quaderni con i suoi disegni eli datava tutti o quasi. I soggetti da lei prediletti erano le persone, e ne disegnava davvero un sacco. Non solo persone,ma anche fate,streghe e creature fantastiche. Quella Erika aveva le idee molto chiare. Sapeva già tutto e sapeva cosa la rendeva davvero felice. Disegnare tutta la vita, e girare il mondo disegnando anche se il posto più lontano che aveva visto era casa dai cugini in Liguria.

I suoi disegni erano coloratissimi e sempre allegri, come lei infondo.

A 10 anni andava alle elementari,quell’anno aveva cambiato scuola e doveva ricominciare tutto da capo, nuovi compagni, nuove maestre,tutto nuovo. Ma non aveva paura,le piacevano i nuovi inizi e le persone nuove,una in particolare le piaceva di più di tutte. Un suo compagno per il quale si era presa una bella cotta.

La Erika di oggi ha 26 anni e ama ancora disegnare, riempie fogli sparsi con i suoi disegni e talvolta li realizza attraverso un pc. Continua a disegnare persone sorridenti, fate, streghe e creature fantastiche ma anche tanti bambini.
La Erika di oggi ha ancora le idee chiare, non su tutto però. Crescendo nascono tanti dubbi e incertezze sul domani, ma di una cosa è ancora certa, vuole disegnare tutta la vita e girare il mondo disegnando. E in parte è già accaduto.

I suoi disegni sono sempre coloratissimi e allegri come allora, anche se lei non lo è sempre.

A 26 anni ha finito la scuola da un pò, anche se le piaceva molto. Ne ha cambiate diverse e ha incontrato tante persone nuove, come quando era bambina continuano a piacergli i nuovi inizi. La Erika di oggi ha tante responsabilità sulle spalle che talvolta le fanno dimenticare la sua vera età. La cotta per il suo compagno delle elementari non l’ha più,oggi è innamorata di un uomo dalle grandi ambizioni e dai molti sogni.
Un pò come lei, infondo.

Crescere e diventare grandi è inevitabile, fa parte del ciclo della vita.
Ma disegnare è un qualcosa che ti porti dentro da quando sei bambino.
Tutti i bambini disegnano,per il semplice gusto di farlo. A loro non interessa se disegnano bene o male, disegnano e basta perché sentono che è quello che vogliono.
E io voglio continuare a disegnare perchè sento che è giusto, perchè lo voglio senza dover dimostrare di essere più brava di qualcun altro, con la stessa spensieratezza di quando avevo 10 anni. 

Voglio che il disegno mi accompagni passo dopo passo, ogni giorno nella sfide che la vita avrà in serbo per me, ma non dovrà risentirne.

Si dice che ad ognuno di noi venga donata una matita per scrivere la propria vita e io voglio usarla per disegnare strade, ponti e tutto ciò che mi va per poter volare,sognare e viaggiare .

Disegnare per unire e accorciare le distanze, non per dividere.

Punti di vista

ArtWebSound Open call

“E’ alle porte la seconda edizione di ArtWebSound, il primo festival italiano di musica e
fumetto online! ArtWebSound è il figlio inaspettato di ArtMaySound, festival che da ormai
ben quindici anni unisce più arti nelle piazze di Bolzano, portando a contatto col pubblico
anche grandi nomi dello scenario musicale e artistico nazionale.”

Ho deciso di prender parte anche io a questa call, proponendo un’illustrazione corredata di un testo, che purtroppo non essendo previsto dal regolamento ed essendo molto lungo, non è stato possibile affiancarlo all’immagina sulla pagina social di COOLtour.
Quindi, dato che mi è stato concesso il consenso lo pubblicherò qui sul mio blog, in modo da farvi apprezzare ancora di più la mia proposta!

Dal Condominio di Via Viù

Osservo distrattamente e presto poca attenzione a ciò che mi circonda,ma solo ultimamente.

Giorno 30? 50?200? Non me lo ricordo neanche  più.

É una giornata come tante, in un anno ben preciso però, dove un istante sembra ripetersi all’infinito.

Una canzone che adoro molto,cantava “ Osservo il mondo da un oblò e mi annoio un pò”.

Qui, purtroppo nessun oblò, forse solo quello della mia lavatrice, osservo il mondo che lentamente scorre dal mio balcone, che in questi tempi è diventato il mio luogo sicuro e di pace,dato che non è facile stare in 6 persone tutte insieme in un alloggio.

Vivo nel totale caos fatto di discorsi sempre uguali, fatti di tante preoccupazione per come arrivare alla fine del mese e non solo.

Prima di oggi penso di non essermi mai fermata così tanto in loro compagnia . 

Sono sempre andata ai 1000 all’ora. Corsi, studi, lavoro, ballo e mostre in giro per il mondo. Tanta vitalità e curiosità scorrevano in me. Sempre pronta per nuove esperienze.
La mia vita era fatta di tante persone che riempivano le mie giornate in modo costruttivo.

Adesso nel momento di maggior solitudine e del bisogno. Nessuno. O meglio i miei amici più fidati. Quelli che abitano in punta alla via e che saluto da lontano con tanta allegria, come se quell’attimo vivesse per l’eternità. Avete presente quegli amici con la quale non fate niente di particolare ma è come sentirsi a casa, senza sentirsi fuori posto. Invece gli “amici” del “Chiama se hai bisogno” “tranquilla ci sono”, scomparsi nella nebbia. Li declasserei a conoscenti.

Che cosa osservo? Che cosa vedo vi chiederete. Il Nulla?

Eppure non succede mai nulla di questi tempi quassù” disse mio nonno,che anche lui…non gli sarebbe mai crollato il tetto in testa prima di oggi.

Ero d’accordo con lui, fino a qualche tempo fa.
Pensavo che ogni essere umano vivesse su di un’isola felice anche di questi tempi, nonostante  si sentono brutte cose ai tg che ho smesso di ascoltarli, anche se mio padre li contempla e li ricerca come un’ossessione.

Solitudine,smarrimento,noia e il sentirsi inutili. Pensieri ricorrenti che aleggiavano nella mia mente.

Come se lo stare fermi fosse il non voler vivere appieno i miei 25 anni da poco compiuti in una quasi totale solitudine.

Allora in queste giornate così vuote e tutte uguali, mi sono messa ad osservare la via quasi deserta,come fossimo in un film apocalittico.

Aspettavo che accadesse qualcosa, qualsiasi cosa, perchè le vite degli altri sono sempre più emozionanti della tua, anche se solo più avanti ho scoperto che non era così.

Abito in un paesino dove non accade mai nulla, tanto meno nel mio condominio.

Eppure un bel dì,presa ad osservare le vite degli altri,come ormai di consuetudine, mi sono messa nei loro panni ed ho iniziato ad ascoltare.

Il mio vicino Orazio,quello antipatico della porta accanto che non saluta manco se sotto tortura,ho notato che è sempre al telefono…notte e giorno,giorno e notte…Parla sempre.

Pensate che ho scoperto che è innamorato di Maria! Si la vicina del piano di sotto di qualche anno più grande di me. Chi l’avrebbe mai detto? Orazio ha un cuore e batte per lei!
Pensate che passa le ore al suo telefono senza fili a dirle “Ti amo”.

Si dimentica persino di mangiare.
Allora è proprio vero, che si può vivere d’amore.
Adesso che ci penso io e Orazio non siamo poi così diversi.

Anche io sono innamorata.

 Il mio fidanzato Giandomenico abita in un altro comune, quindi  un telefono senza fili non basterebbe per dirgli che lo amo, ho pensato di volare con un aeroplano e uno striscione sul suo comune, poi ci ho riflettuto bene, forse è meglio che lo chiamo con un telefono normale per dirgli che lo amo.

 Chissà se mi ama anche lui?

Sofia e Giacomo sono i figli dei vicini di pianerottolo, hanno circa 6 e 9 anni,e di questa famosa DAD che sento spesso parlare non ne possono proprio più.

Loro vorrebbero solo tornare a scuola per rivedere i propri compagni oppure andare a giocare al parco tutti insieme. Un giorno sono arrivati al limite della sopportazione, e han deciso che se  loro non potevano andare al parco il parco sarebbe venuto da loro. 

Così presero l’aquilone e fecero aeroplanini di carta da lanciare dal balcone. Che risate!
Infondo se ci penso,io e loro non siamo poi così diversi. Anche a me manca stare con i miei amici e vederli al parco per chiacchierare. Non mi piace per nulla doverli vedere in una stanza virtuale attraverso un computer. Mi manca poter ridere per davvero.

Mi mancano i miei amici.

La signora Pomidori del piano di sotto, é rimasta vedova da poco.

Mi si è stretto il cuore quando ho appreso la notizia. Li conosco da quando sono nata, sono anche venuti al mio battesimo! Per me è come se fosse di famiglia. Ha la famiglia lontana e si sente molto sola. 

Il signor Tomatis,il suo vicino di casa, amico di bocciofile del marito, ha trovato un modo per non farla sentire troppo sola. Ha pensato di mettere un asse di legno per unire i balconi, come per creare un bel tavolo. Chiacchierano fino a tarda sera e ricordano i bei tempi quando insieme anche alle loro metà andavano a fare le gite fuori porta.

Infondo, se ci penso non siamo così diversi. 

Certo, io non ho perso il mio sposo, in realtà è nonno che ha perso la sua sposa,la mia amata nonna, non era malata, ma avuto la stessa sorte del marito del piano di sotto. Il covid non fa sconti a nessuno. Sentirli ridere insieme mi fa piangere il cuore per quanta forza hanno per andare avanti. E ogni tanto si aggrega anche mio nonno e chiacchierano insieme ognuno dal proprio balcone.

In questo condominio abita un’altra nonnina molto dolce,anche se la mia era davvero speciale.

La chiamiamo da sempre Nana Lulù,e da giorni,ma che dico, penso settimane sta realizzando una lunga sciarpa per la sua amata nipotina. Carla si chiama e fa l’insegnante nella scuola di Sofia e Giacomo. Adesso lavora da casa e anche se abitano vicine non si possono vedere. Allora Nana Lulù sferruzza per scaldarle il cuore e per dirle “io ci sono”. 

Infondo, io e Carla non siamo così diverse. Abbiamo (anzi io avevo) una nonna che seppur vicina non possiamo abbracciare e vedere come prima. E i suoi abbracci ci mancano un sacco.

Per la strada quasi nessuno,ogni tanto qualcuno che tiene un concerto dal proprio balcone per tirare su un pò l’umore ma senza risultati,e ogni tanto un runner improvvisato che corre senza meta incurante del pericolo.

L’abitue di Via Viù è la signora Carmela, la portinaia del palazzo laggiù, che oltre a fare su e giù per andare a trovare al cimitero il suo amato Calogero esce per fare la spesa pur di fare qualcosa. Un po come il signor Gigi,che abita nello stesso palazzo della signora Carmela, talmente non ne poteva più che pur di avere una scusa per uscire sovente, pensate, si è comprato un cane che ha chiamato Attila. Che ridere. Tutte se le inventano.

Infondo, anche con loro ho qualcosa in comune, eccetto l’aver comprato un cane apposta per uscire, di quello ne ho già uno ma è talmente pigra che si sveglia giusto per mangiare cena. Tipico cane da salotto.

E poi ci sono io,che da quassù osservo il mondo accarezzando il vento.

A volte basta solo saper osservare le cose e le vite degli altri da una nuova prospettiva, che va oltre al nostro naso. e si scopre che in fondo ogni storia può essere la nostra storia.

Purtroppo in questo periodo stiamo vivendo storie molto simili tra loro, ed è importante aiutarsi, ascoltarsi e non giudicare. Ognuno ha le sue buone ragioni per comportarsi come fa,e spesso celano motivi più grandi.

Basta solo saper ascoltare. E in tutto ciò mi è tornata la mia ispirazione, corro a disegnare!

Spero che questo racconto vi sia piaciuto e che vi abbia fatto amare ancora di più la mia illustrazione.


Se così fosse vi lascio un link dove la potrete votare e ricondividere per farla arrivare tra le prime 5 più votate!

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Inoltre vi invito a seguire COOLtour e le loro iniziative!

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Crea il mondo a modo tuo..

benvenuti nel mio MONDO

La domanda del giorno è :

Essere sia estroversi che introversi è possibile?

Ma soprattutto è qualcosa di normale?
Non sono ancora riuscita a scoprire chi stabilisca la normalità a questo mondo, ma credo che la normalità sia sempre un concetto astratto e molto personale.
Credo che la normalità non abbia limiti, nè lei nè la fantasia.
Alle volte quando si va oltre nell’immaginario del normale si possono dar vita a nuovi mondi.
E penso ve ne siano di infiniti e che in ognuno di noi ve ne risieda uno creato a nostra immagina e somiglianza, tutto da scoprire.
La porta?
Chi può dirlo dove si trovi, non è sempre facile accedervi.
Dato che siamo noi i proprietari dobbiamo essere molto selettivi e attenti a chi vi facciamo entrare per passeggiare liberamente sui nostri sogni e il nostro cuore.

Siamo fatti per pochi.


E vi dirò di più, anche io ho un mondo tutto mio.
Ed è tutto strano, ma per me è perfettamente normale così com’è. È un qualcosa di quotidiano dal sapore di sicurezza e di stravaganza, dove osservo tutto sottosopra o soprasotto, luci spente, luci accese e in ogni direzione e lato.
Le emozioni hanno ognuna un colore diverso, e spesso possono essere provate tutte insieme anche nello stesso momento.
Qui regna il caos, il disordine e le risate per le parole più disparate
Ornitorinco, è la mia preferita.
Ma non dimentico mai rimpinguare, culinaria e scoiattolo nei momenti per me più bui.
A volte rido per assurdità anche per giorni, e delle volte rido per non piangere anche se ne avrei tutti i motivi.
La cosa bella che accade nel mio mondo è che nonostante tu provi tanta tristezza e talvolta sconforto non riuscirai mai a disegnare nè in bianco e nero nè soggetti molto spaventosi.


Anche se più di una volta sono stati additati come creepy.
Che poi io…la trovo un termine così carino che lo utilizzerei per tutto e anche sempre.
Qui il tempo non esiste. Sembra essersi fermato a tanto tempo fa in un momento preciso che rivivo a ripetizione. Le paure esistono anche qui e hanno la forma di tanti fogli bianchi, che al sol vederli ti fanno andare nel panico da cui vorresti scappare.
Un modo per sconfiggerli,esiste!
Disegnarci sopra usando matite speciali per dar vita a nuovi mondi e far nascere tante cose belle.

Le mie giornate seppur io dica sempre che non succede mai qualcosa di emozionante, avvengono delle piccole avventure sempre accompagnate da tante colonne sonore che se prestate più  attenzione durante attimi di assoluto silenzio potreste sentire provenire dalle mie orecchie una melodia.

Vi è tanto spazio qui,ma siamo in pochi.
Non perchè non mi piaccia la compagnia,anzi, sono sempre molto incuriosita da nuove storie  di mondi lontani, ma non tutti sono disposti ad ascoltare e comprendere la mia.

Accanto a me vi è un pò di spazio che ho creato e che è riservato a Qualcuno con un cuore, puro, che accetti le differenze e che non le veda come un difetto da cambiare. ma come un valore aggiunto da coltivare e abbracciare quando sentirò di non potercela fare.
In ogni caso.

Benvenuti nel mio mondo.

Un posto accogliente dove il caos e ben organizzato.

Pronti per avventurarvi?

Ecco a voi fogli bianchi e matite speciali per creare qualcosa di bello insieme.

Ne avrò cura.

3…2…1

Via!

Sono curiosa di scoprire il vostro mondo!
Se vi è piaciuto questo articolo

SCRIVETEMI, ne sarei molto contenta.

Libera di ESSERE

"In un mondo dove vince solo chi è realizzato e ha successo entro i 30anni, dove per stare bene bisogna sminuire gli altri e dove non ci si affeziona mai per davvero, ti auguro di essere felice e libera di vivere come più ti piace, e di amare tanto ed essere amata."

Cara me, cara Te
Ti auguro e voglio vederti libera di essere all’altezza dei sogni che hai.
Di essere capace di aprire le tue ali di farfalla e di volare più in alto che puoi e vuoi.
Senza quella strana paura di cadere, perchè cadere è normale e non ti rende meno forte.
Cadere e rialzarsi fa parte della vita.
Anche le stelle del cielo, cadono, eppure che spettacolo meraviglioso ci regalano?
Ti auguro di essere amata e di amarti come sei.
Di trovare un Amore e di essere un Amore con la A maiuscola per te e per la persona che sceglierai.
Di essere scelta ogni giorno come se fosse la prima volta, e di non essere mai la seconda scelta di nessuno, si nemmeno quando a sceglierti dovrai essere tu.
Ti auguro di essere rispettata e di rispettare a tua volta tutte le debolezze e le diversità, che spesso dividono, ma che sono meravigliose quando uniscono.
Di essere libera di cambiare direzione ogni volta che ne avrai bisogno, fregandotene di chi ti vuole male o farti cambiare idea. 
Ti auguro di essere libera di sbagliare, di fallire, di piangere, di ridere, di sentirti inadeguata ,di avere paura, coraggio, di ballare, saltare, urlare, ma di perdonarti SEMPRE.
Libera di essere curiosa, creativa, stravagante, solitaria, silenziosa ma anche loquace e piena di amici, insomma ti auguro di essere SEMPRE la versione migliore di te.
Ti auguro di incontrare persona che ti faranno capire il tuo giusto valore e che te lo ricorderanno tutte le volte che sarai smemorata.
Che ti abbracceranno e ti ascolteranno anche se vorrai stare sola in silenzio.
Che non ti sminuiranno per sentirsi superiori o per ferirti, e in quel caso dovrai essere libera di volerti bene e per il tuo bene di andare lontano.

Caffè: tra storia,mito e poesia

Testa in Tazza , 2020

Gustave  Flaubert scriveva :

“ La mente umana è paragonabile ad una farfalla che assume i colori delle foglie sulle quali si posa.. Si diventa ciò che si contempla”

Molto bene,se dovessi fare mia questa massima, mi ritroverei trasformata nel mio tanto adorato caffè.
Quanti di voi trascorrono quei famosi 10 minuti (e forse anche più) persi a osservare e contemplare la propria tazza di caffè la mattina appena alzati? (Perchè dire svegli…è un parolone)
Già vi vedo che state alzando tutti assonnati la vostra mano.

Sappiate che non siete i soli.

Ma avete mai pensato a dove avete bevuto il vostro primo caffè della vita? E con chi? E avete mai contato quanti caffè al giorno bevete? Probabilmente tantissimi,ma vi assicuro che non sono mai troppi! 

Ma qual è la sua storia, le sue origini? E come mai è diventato così popolare in italia e nel mondo?

Lo sapevate che…

Il caffè, bevanda che accompagna le nostre giornate da lungo tempo, per brevi pause o per lunghi rituali è l’unica bevanda di cui non potremmo fare a meno. Essa ha origini antichissime e viene usata per la prima volta in Etiopia, ed esiste la cerimonia del caffè etiope.

Di che cosa si tratta?
Si tratta di un rituale dove bisognava preparare  l’ambiente per la cerimonia con fiori freschi e incenso.
Non so se avete mai assistito alle cerimonie del tè giapponesi, ma l’atmosfera di condivisione e di spiritualità potrebbe essere paragonata a queste ultime, se non vi è mai capitato approfondiremo tale argomento in un altro articolo.

Come stavo dicendo, l’ambiente deve essere preparato per la cerimonia, dopodichè una donna metteva una padella di rame sul fuoco gettandovi il caffè crudo per farlo tostare in modo tale che tutto il suo profumo e aroma inebriassero l’area circostante.

Come scriveva Giuseppe Verdi ( in questo caso come scriverà):

Il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito

Prima fase la tostatura, dopo di essa seguiva la macinatura, e per finire il caffè finemente pestato veniva inserito all’interno di una brocca d’acqua posta sul fuoco. Dopo qualche minuto la bevanda al caffè era pronta, veniva filtrata e servita in 3 giri differenti.
Il primo giro per i padri,il secondo per le madri e infine il terzo era quello di benedizione, così facendo si portava la durata della cerimonia ad almeno 1 ora.

Storie di caffè dal mondo

Per scoprire la storia del caffè e le sue origini abbiamo fatto  un viaggio molto a ritroso nel tempo e soffermarci in uno dei luoghi più affascinanti e magici dell’Africa, l’Oromia nella regione di Kaffa, a sud dell’Etiopia.
Ai giorni nostri il caffè lo vediamo sotto forma di chicco, e talvolta nemmeno perchè viene inserito in delle cialde pronte all’uso per le nostre macchinette, oppure già finemente pestato in porzioni da 250g. 

Ma da dove nasce ? 

L’albero del caffè ha fiori bianchi, profumati come il gelsomino , e frutti simili a ciliegie, ciascuno con due granuli dentro. Come scrivevamo poco fa , é originario del Sudafrica  dove cresce spontaneo fin verso i 1300 metri di quota. Secondo la tradizione fu trapiantato in Arabia nel XIV secolo .

Nel brasile , oggi il primo produttore del mondo,invece  il caffè fu introdotto nel lontano 1723.

Il caffè nella leggenda

L’origine del caffè si perde nella notte dei tempi.

Un’antica leggenda racconta che il caffè fu scoperto nello Yemen da alcuni  pastori che una notte videro le capre del loro gregge saltellare allegre come se danzassero.

Dapprincipio rimasero un pò sorpresi da tanta euforia, poi si resero conto che la danza era l’effetto delle bacche di un alberello di cui le capre si erano cibate. Così decisero anche loro di assaggiare tali bacche. La sostanza eccitante contenuta nel caffè è chiamata  caffeina e pensate che  una tazza ne contiene 0.062 grammi.

Il caffè nelle curiosità

Le prime botteghe del caffè apparvero alla Mecca circa 500 anni fa. Navigatori e mercanti portarono in Europa l’uso di questa bevanda. A venezia giunse nel 1640, a Londra nel 1662. 

La sua diffusione provocò delle problematiche di carattere religioso perché considerato dai sacerdoti la bevanda del diavolo. I suoi effetti energetici ed eccitanti causarono la quasi scomunica di Papa Clemente VIII affinchè ne proibisse l’uso. Il Papa messo alle strette e spinto un po dalla curiosità che contraddistingue ogni uomo ne fece uso, rimanendo piacevolmente sorpreso deciso di non vietare la sua diffusione e da quel giorno decise di battezzarlo come bevanda cristiana.

Ma ci pensate se lo avesse bandito dalle nostre vite? Come minimo un mio antenato avrebbe dato il via a una rivoluzione o a creare bar clandestini per “caffeisti” poco anonimi. 

Una volta scoperto il suo potenziale economico nacquero le prime botteghe del caffè,per degustarlo e apprezzare le sue proprietà medicinali e qualche tempo dopo quelle sociali.

Il primo caffè di Parigi fu aperto da un siciliano di nome Procopio de coltelli e si chiamò Procope.

L’angolo del caffè letterario
5 libri che dovete assolutamente 

Diego Galdino, Il primo caffè del mattino
Carson McCullers, La ballata del caffè triste
Nicola Lecca, La piramide del caffè 
Anjali Banerjee, Gatti, merletti e chicchi di caffè  

Erika Visconti

fonti

Origini Caffè : La provenienza e le tipologie | BigCaffe’

Storia del caffè: origine e diffusione di un tesoro – Caffe Napoli Blog

Vegetali- Curiosità, leggende e meraviglie, Andrèe Bertino, Fedro Valla Editrice piccoli https://www.amazon.it/I-vegetali-Curiosit%C3%A0-leggende-meraviglie/dp/8826150729

La trapunta

quando delle parole divengono qualcos’altro

Ogni giorno dalla nostra bocca di rosa vengono emessi suoni che danno vita ad un sacco di parole. Si dice che noi donne ne pronunciamo molte di più che gli uomini.
In ogni caso,ci è stato concesso un dono magnifico, che spesso non sappiamo sfruttare per far del bene.
Talvolta ci vengono attribuiti termini forti che non riflettono o non dicono nulla su di noi ma molto su chi li ha pronunciati.
Me li sono cuciti addosso portandomeli appresso, ma guardandomi allo specchio ho notato che non mi stavano molto bene.
Così, invece di rispedirli al mittente, ho deciso che avevano bisogno di una trasformazione. 
Magari donandogli una utilità. E così è stato, sono divenuti una bellissima trapunta, per scaldarmi il cuore durante le giornate uggiose che verranno, mentre fantastico sul futuro che me attende, tutto da vivere.

AppassionArti- Sintomi di Felicità

passione,sogni e gioco di squadra uniti nello sport per tokyo

La primavera genera sempre nuove vite, nuove sfide e nuove idee.
Uno di questi è il progetto dal titolo AppassionArti, Sintomi di Felicità.
Sintomi di Felicità è il titolo di un libro scritto dal coraggioso Marco Voleri, che dopo la sua pubblicazione  comincia a pensare come poter mettere sé stesso al servizio degli altri, attraverso la propria testimonianza, sensibilizzando sul tema della SM. Tutto questo utilizzando ciò che ama: la musica.
Da questo punto di partenza ha preso vita l’Associazione “Sintomi di Felicità” come occasione di racconto e di esempio, di sensibilizzazione verso i temi della malattia e della disabilità e come strumento di contagio positivo.

Ma arriviamo ad oggi.
Nel 2021 l’Associazione insieme alla nazionale femminile di Sitting Volley e alla Federazione Italiana Pallavolo propongono un progetto dal titolo AppassionArti, con lo scopo di promuovere lo sport e la cultura sportiva portando alla luce  il sitting volley e il movimento dello sport paralimpico. Parlando di resilienza e di disabilità.

Cosa consiste il progetto?

“Consiste nel lancio di un contest online per la scelta di un disegno da applicare sulla protesi sportiva da sitting volley del libero della Nazionale Femminile, Silvia Biasi. La Nazionale femminile di Sitting Volley il 19 Luglio 2019 ha conquistato la prima storica qualificazione ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. Ogni giocatrice racconta una storia di vita diversa, fatta di momenti difficili ma anche di riconquiste e passioni. La squadra è unita dalla voglia di riscatto, dal desiderio e l’impegno verso un obiettivo comune. Partecipare alle Paralimpiadi è l’obiettivo più grande mai raggiunto.”

Come artista che da sempre cerca di trasmettere agli altri i propri pensieri e il proprio sentire attraverso l’arte mi sono appassionata a questo progetto e a tutto il mondo che vi è dietro, una realtà di cui si parla poco o che spesso non viene da tutti considerata.

Lo scopo della mia partecipazione al contest non è vincerla, ma cercare di rappresentare al meglio i valori che ho recepito attraverso le loro parole. 

La mia proposta l’ho intitolata “Fino alla fine”.

Mi sono lasciata ispirare dal potere che hanno delle persone forti e determinate di fare squadra, diventando le une per le altre una casa, una seconda famiglia.

Quando ci si prepara per un torneo importante si è sempre sotto pressione, e talvolta la determinazione viene meno. Allora mi sono fatta trasportare in quei momenti come se fossi parte di una squadra anche io e nelle mie parole ho voluto descrivere un momento di sacrifici per un bene e una felicità più grande. La felicità se condivisa vale molto di più.

Abbracciarsi.

Ridere nervosamente insieme.

Talvolta anche piangere.

Ma motivarsi, sempre.

Sostenersi.

Sei per me una casa, come una seconda famiglia.

é importante condividere tutto.

Gioie, dolori, ansie e paure.

Abbiamo la stessa motivazione, lo stesso sogno ma talvolta me lo dimentico.

Le emozioni prendono il sopravvento e io non so più che fare.

Ma attorno a me ci siete voi, e basta uno sguardo amico che ritrovo la mia motivazione che è uguale alla vostra.

Si può vincere ma anche perdere.

L’importante è farlo insieme.

Vi prometto che ci sarò per voi come ci sarete per me, fino alla fine.

Sempre

La mia più grande vittoria sarebbe poter riuscire a dar voce e far scoprire a chi mi segue questa realtà. In modo che la sostenga e l’abbracci ancora di più e che un pensiero sia rivolto alla nazionale quando volerà a Tokyo per giocare. Auguro a tutta la squadra di coronare il loro sogno restando uniti fino alla fine.

La mia illustrazione la trovate condivisa insieme ad altre 278 che sperano di ricevere il maggior numero di voti per avere l’onore di essere impressi sulla protesi del libero Silvia Biasi.
Se vi è piaciuta la mia proposta avrete tempo di votarla fino al 12 maggio 2021 al seguente link :

Proposta #45 Fino alla fine

Vi invito a seguirli tramite le loro pagine social:

FB Appassion-Arti | Facebook e sul sito Appassionarti – Sintomi di Felicità (sintomidifelicita.it)

FB Comitato Italiano Paralimpico | Facebook

FB Federazione Italiana Pallavolo | Facebook

Pensieri che nidificano

Che
gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione volino sulla tua testa, non puoi impedirlo; ma puoi evitare che vi costruiscano un
nido

Proverbio cinese

In questi giorni mi sono imbattuta in questo proverbio cinese, e lo trovo molto attuale e in linea con la mia persona.
Sono una ragazza di 26anni, e come tutti mi dicono sono molto giovane e non ho nè problemi nè preoccupazioni e che quelle arriveranno poi.
Che bell’augurio, “arriveranno poi”, io spererei che non arrivassero proprio.
A volte vorrei dire a tutte quelle persone che parlano senza pensare , che non si giudica un libro dalla copertina, l’apparenza a volte inganna e prima di aprire bocca dovrebbero contare fino a 10 e poi stare zitti se ciò che conoscono di me è solo il mio nome.
Che ognuno di noi nasconde una storia o il combattimento di battaglia silenziosa.
Vi svelo un falso mito, alla mia età non sempre si è spensierati e felici, nemmeno a 9 anni talvolta, anche se sarebbe giusto e doveroso esserlo.

Ognuno di noi vive la vita che si merita.

Altro falso mito, secondo voi è giusto che qualcuno viva con tante preoccupazioni e problemi insormontabili da risolvere? 
Io direi di no. 
Quindi, nessuno di noi vive la vita che si merita, ma talvolte quella che gli è capitata o che si è scelto, magari facendo pessime scelte.
Io credo che a 26 anni sia giusto poter fare tutte le scelte del mondo, come se volersi sposare oppure no.

Provare il desiderio di creare una famiglia tutta tua.
Che sia composta da tanti gatti poco importa, o da un compagno che si ama alla follia, o una compagna che ti renda felice o con tanti coinquilini. In ogni caso, il rispetto e l’amore devono essere al primo posto.
Penso sia giusto non sentirsi in obbligo verso i propri genitori e ringraziarli costantemente dei sacrifici che hanno fatto per voi, oppure si.
O addirittura non parlarvi più per dei torti subiti.
Penso che alla mia età si possa decidere  se studiare fino anche a 40 anni, o che non si studi affatto.
Di scegliere se lavorare per pagarsi gli studi, ma talvolta non si può scegliere, se vuoi studiare devi anche lavorare perchè nessuno sarà disposto ad aiutarti.
Che si abbia il lavoro dei sogni, o che ci si arrabatti con quello che si può o addirittura che si lavori nella bottega di famiglia, e nessuno si permetta di dirvi che quello non significa lavorare. Bisogna essere orgogliosi e fieri di se stessi qualsiasi cosa facciamo, perchè è dignitoso.
Perchè anche lavorare con i propri genitori è un lavoro, forse più difficile che avere un capo estraneo, perchè con loro il lavoro te lo porti anche a casa e se ne parla h24. Quindi a livello emotivo e cerebrare, difficile da reggere.

Che si viva in una casetta in periferia o in una grande metropoli, che si viaggi spesso senza nè meta nè destinazione solo con uno zaino in spalla e che come casa ci si ripari in una scomodissima tenda da campeggio per poter vedere ogni giorno l’alba in un luogo diverso.

Che ci si tinga i capelli di blu, che ci si vesta retrò o perchè no, con giacca e cravatta. L’abito non fa il monaco.

Che si dipingano le pareti di tutti i colori del mondo , che le si tenga rigorosamente bianche o che le si riempiano di tante e infinite conici piene zeppe di fotografie.

Ci sono tante scelte che si devono affrontare alla mia età, e non solo alla mia ,che non basterebbe una notte intera per elencarle tutte. Ognuno di noi nasconde tante paure, ansie e insicurezze per paura di non piacere agli altri o per paura di non piacere a se stessi, per il terrore di essere giudicati, quella di piacersi è una delle più grandi preoccupazioni. Quella costante ricerca di felicità per essere felici a tutti i costi perchè la società impone questo.

Io vi dico, che è tutto normale, anche se non ho ancora capito chi stabilisca la normalità.

Per ogni persona che incontrate, siate gentili, sempre perchè non sapete quale sia il suo percorso.
E a noi persone con tante preoccupazioni voglio dire che non ci definiscono, di non aver paura di mostrare le persone che siamo.

Ma posso dirvi con certezza che quelle con tante preoccupazioni e pensieri le potete riconoscere da lontano perchè hanno un enorme nido sopra la testa che si portano appresso e non riescono a scacciare.

Siate amiche di queste persone e non lasciatele mai sole.

Hanno tanto da offrire, brillano di una luce diversa, hanno un’empatia fuori da ogni scala studiata.

A qualsiasi età si può avere un nido sopra la testa.

Ma imparata a giudicare qualcuno dall’apparenza.

Andate a fondo delle persone.

E a noi persone con tante preoccupazioni voglio dire che esse non ci definiscono, di non aver paura di mostrare le persone che siamo. Che non devono essere un limite, di cercare in queste insicurezze di brillare e far vedere il nostro valore. Perchè ne abbiamo tanto. Ma facciamolo prima per noi stessi e poi per gli altri.

E poi, avere un nido come copricapo io lo trovo una cosa stravagante, una cosa proprio da me